QUANDO LO STUDIO FA MALE E DIVENTA RISCHIOSO.
Finché ci scherzi su con un'amica che ti sottopone al "come mai?" con aria divertita, dopo averti fatto sbellicare con difficile oscure ed ermetiche metafore novelliane (a buon intenditore poche parole), il problema non sussiste, ci piace pensare che sia solo un pretesto per fare dell'ironia. Se, però, sei tu che ti poni nella condizione di 'vittima' dell'interrogatorio dei "come mai...?", allora - insomma - il problema esiste, sussiste, è reale e (merda!) va proprio risolto. O meglio, sei TU che lo devi affrontare, capire, snocciolare come se fosse un nodo aggrovigliato gaddiano che anziché ridursi (cazzo!), nel corso dello scioglimento, si espande (...eh sì, perché ti voglio vedere a disfare un nodo fatto con un filo sottilissimo, senza avere poi una crisi di nervi quando non trovi più l'estremità del filo!).
Sono l'Artificiale di Baudelaire che è miseramente fallito di fronte allo spleen, all'ennui. Sono il cigno di Mallarmè, la vierge folle di Rimbaud...sono le Cose sconfitte, sono nell'Antinferno dantesco con coloro che vissero sanza 'nfamia e sanza lodo. Sono confusa come me stessa di fronte a Il filo dell'orizzonte di Tabucchi, confusa come chi non vorrebbe esserlo nell'esatto momento di un esame, sono più autocritica di un'anima purgante nel secondo regno dell'oltretomba, sono Enea che è pius ma sa di essere un bastardo con Didone (povera sfigata!). Sono la verità e la menzogna di Pirandello e Sciascia, sono il tragediaturi di Camilleri, sono l'ossimoro pasoliniano e il rovescio di Tabucchi. Sono il gioco di specchi di Velasquez e la luce di Caravaggio che dà quasi le Illuminations di Rimbaud. Sono il modo di parlare di Catarella e la sua stessa confusione.
Je suis la Musicienne du silence.
Finché ci scherzi su con un'amica che ti sottopone al "come mai?"
Sono l'Artificiale di Baudelaire che è miseramente fallito di fronte allo spleen, all'ennui. Sono il cigno di Mallarmè, la vierge folle di Rimbaud...sono le Cose sconfitte, sono nell'Antinferno dantesco con coloro che vissero sanza 'nfamia e sanza lodo. Sono confusa come me stessa di fronte a Il filo dell'orizzonte di Tabucchi, confusa come chi non vorrebbe esserlo nell'esatto momento di un esame, sono più autocritica di un'anima purgante nel secondo regno dell'oltretomba, sono Enea che è pius ma sa di essere un bastardo con Didone (povera sfigata!). Sono la verità e la menzogna di Pirandello e Sciascia, sono il tragediaturi di Camilleri, sono l'ossimoro pasoliniano e il rovescio di Tabucchi. Sono il gioco di specchi di Velasquez e la luce di Caravaggio che dà quasi le Illuminations di Rimbaud. Sono il modo di parlare di Catarella e la sua stessa confusione.
Je suis la Musicienne du silence.