Lo sai, quattro anni fa ero diversa. Prima di tutto ero minorenne e poi avevo una certezza. Tu c'eri e c'eri sempre, perché anche quando non eravamo insieme, io sentivo che tu c'eri ci saresti stato. Poi ero diversa perché non avevo ancora realmente compreso cosa fosse quella sensazione che ti prende lo stomaco e per un periodo di tempo (che sia breve o quasi eterno) ti fa agire d'impulso. Ti senti in subbuglio: tu, le tue membra, il tuo stomaco, la tua testa, poi. Ti senti come se volessi provare ogni giorno della tua vita quel brivido e quel formicolio così piacevole. Non sai che quella sensazione ora così pura e trasparente sarà poi dilaniante, quando sceglierai di porre fine a quella parentesi e perderai qualcosa. E' una tua scelta, sì, ma lo fai perché sei ormai consapevole del fatto che quei difetti - che prima non vedevi perché la tua vista era annebbiata da un tremore di gioia e passione - ora sono montagne insormontabili. Gli errori non si possono più cancellare, né sopportare. Quattro anni fa ero diversa perché avevo amato solo te e non ancora un altro.
Lo sai, due anni fa ero diversa. Ero diversa perché a quest'ora non stavo per uscire a festeggiare il mio ventunesimo compleanno, ma gli anni erano solo diciannove e c'era già tu, da poche ore, accanto a me. Era diverso perché stava iniziando una nuova fase della mia vita: la parte in cui avrei amato te, e avrei vissuto accanto a te una serie di emozioni ineguagliabili. Era diverso perché due anni fa non vedevo i tuoi difetti, così come tu non vedevi i miei: ci piaceva nasconderci dietro i nostri crampi allo stomaco, dietro il nostro amore. Poi, però, arriva sempre il momento di affrontare i problemi, i difetti, le diversità, le incompatibilità. Ero diversa perché ci sarebbe voluto ancora un anno perché quel momento arrivasse. Un giorno è arrivato, non so più se gradualmente o all'improvviso, e lo abbiamo affrontato. E' stato doloroso, è stato difficile, è stato un passo: uno nuovo.
Lo sai, oggi sono diversa da ieri, da due anni fa e anche da quattro. Oggi sono nel vortice della vita, combattuta tra il restare e l'andare, combattuta tra te e l'attesa. Tu che mi guardi e mi dici le cose a frammenti: brandelli di gioia e delusioni. Oggi faccio piccolissimi passi, ogni tanto avanti e ogni tanto indietro. Oggi prendo decisioni avventate, oggi mi lancio, anche tra le tue braccia anche tra quelle altrui. Oggi sono così diversa che non so più nemmeno chi sono o chi voglio essere o chi si suppone che io sia. Oggi non sono io, e non sono nemmeno quello che vorresti tu. Oggi mi sento come se tu fossi la possibilità di riscoprire me stessa. Ieri, però, con razionalità capivo che tu non saresti mai potuto essere nulla di tutto ciò. E l'altro ieri non eri niente tu ed ero disillusa io. Domani probabilmente mi butterò nella speranza di atterrare su qualcosa di morbido. Che sia tu o una nuova lunga ed estenuante attesa, in cui diverrò conscia di dovermi scoprire da sola, cominciando da me stessa. E forse sarà così che ricomincerò da me.
Lo sai, due anni fa ero diversa. Ero diversa perché a quest'ora non stavo per uscire a festeggiare il mio ventunesimo compleanno, ma gli anni erano solo diciannove e c'era già tu, da poche ore, accanto a me. Era diverso perché stava iniziando una nuova fase della mia vita: la parte in cui avrei amato te, e avrei vissuto accanto a te una serie di emozioni ineguagliabili. Era diverso perché due anni fa non vedevo i tuoi difetti, così come tu non vedevi i miei: ci piaceva nasconderci dietro i nostri crampi allo stomaco, dietro il nostro amore. Poi, però, arriva sempre il momento di affrontare i problemi, i difetti, le diversità, le incompatibilità. Ero diversa perché ci sarebbe voluto ancora un anno perché quel momento arrivasse. Un giorno è arrivato, non so più se gradualmente o all'improvviso, e lo abbiamo affrontato. E' stato doloroso, è stato difficile, è stato un passo: uno nuovo.
Lo sai, oggi sono diversa da ieri, da due anni fa e anche da quattro. Oggi sono nel vortice della vita, combattuta tra il restare e l'andare, combattuta tra te e l'attesa. Tu che mi guardi e mi dici le cose a frammenti: brandelli di gioia e delusioni. Oggi faccio piccolissimi passi, ogni tanto avanti e ogni tanto indietro. Oggi prendo decisioni avventate, oggi mi lancio, anche tra le tue braccia anche tra quelle altrui. Oggi sono così diversa che non so più nemmeno chi sono o chi voglio essere o chi si suppone che io sia. Oggi non sono io, e non sono nemmeno quello che vorresti tu. Oggi mi sento come se tu fossi la possibilità di riscoprire me stessa. Ieri, però, con razionalità capivo che tu non saresti mai potuto essere nulla di tutto ciò. E l'altro ieri non eri niente tu ed ero disillusa io. Domani probabilmente mi butterò nella speranza di atterrare su qualcosa di morbido. Che sia tu o una nuova lunga ed estenuante attesa, in cui diverrò conscia di dovermi scoprire da sola, cominciando da me stessa. E forse sarà così che ricomincerò da me.
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