Forse Mr. Murdoch (proprietario di un vasto gruppo economico nel settore dei mezzi di comunicazione di massa e, perciò, colui che detiene il controllo della News Corporation, nonché magnate-guida di Sky Italia) sarebbe fiero di me che ho ceduto alla tecnologia e alla forma di comunicazione, diciamo di massa, del BLOG (da "web-log", ossia "tracce sulla rete").Di sicuro si congratulerebbe con me per tutti i profili che ho creato sul web, per aver contribuito al progresso tecnologico. Con me? Non credo di essere abbastanza avanti nel campo della tecnologia per meritarmi un simile onore, anche perché - detto tra noi - chissene frega.
Diciamo che la creazione è il risultato (a lungo meditato) di altre spinte che assomigliano più ad un irrefrenabile desiderio di scrivere ed esprimere, di condividere e leggere, più che di aiutare il progresso della grande Macchina della Tecnologia, la quale a sua volta tende a non aiutarmi molto: anzi, si direbbe che preferisca schiacciarmi.
Insomma, tendenzialmente non si va d'accordo. Immagino si possa dire che la colpa non è totalmente mia. E' lei il monstrum che finge di interessarsi a me, ma non fa alcuno sforzo per disvelarsi alla mia mens, che sarebbe anche ben disposta ad accogliere il suo mondo. Ecco, mi torna alla memoria Parmenide - e quello che sto per dire è già tanto, perché ho ben pochi ricordi della filosofia dell'epoca liceale. Egli sosteneva una cosa del tipo "è la Verità che si disvela..." (e me lo ricordo unicamente per merito di una prof che amava mimare il suddetto "disvelamento della verità", nascondendosi lei stessa dietro lo scialle e uscendone in modo molto teatrale per farci capire pratica-mente come agiva la verità rispetto all'uomo). Bé, insomma, stando a quanto credeva il filosofo greco (e a quanto, quindi, mimava la prof in classe), si direbbe che se la Grande Tecnologia di mister Murdoch non mi si disvela, significa che evidente-mente Essa non è la Verità.
Dunque, penso che me ne farò una ragione!
Diciamo che la creazione è il risultato (a lungo meditato) di altre spinte che assomigliano più ad un irrefrenabile desiderio di scrivere ed esprimere, di condividere e leggere, più che di aiutare il progresso della grande Macchina della Tecnologia, la quale a sua volta tende a non aiutarmi molto: anzi, si direbbe che preferisca schiacciarmi.
Insomma, tendenzialmente non si va d'accordo. Immagino si possa dire che la colpa non è totalmente mia. E' lei il monstrum che finge di interessarsi a me, ma non fa alcuno sforzo per disvelarsi alla mia mens, che sarebbe anche ben disposta ad accogliere il suo mondo. Ecco, mi torna alla memoria Parmenide - e quello che sto per dire è già tanto, perché ho ben pochi ricordi della filosofia dell'epoca liceale. Egli sosteneva una cosa del tipo "è la Verità che si disvela..." (e me lo ricordo unicamente per merito di una prof che amava mimare il suddetto "disvelamento della verità", nascondendosi lei stessa dietro lo scialle e uscendone in modo molto teatrale per farci capire pratica-mente come agiva la verità rispetto all'uomo). Bé, insomma, stando a quanto credeva il filosofo greco (e a quanto, quindi, mimava la prof in classe), si direbbe che se la Grande Tecnologia di mister Murdoch non mi si disvela, significa che evidente-mente Essa non è la Verità.
Dunque, penso che me ne farò una ragione!
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