sabato 8 dicembre 2007

Alla fiera dell'Est

Concluso è il tempo in cui, bambino, ascoltavi tuo padre cantare "alla fiera dell'Est per due soldi un topolino mio padre comprò...", e credevi che quella fiera fosse un luogo magico e incantato, da sognare e immaginare come se fosse impossibile da raggiungere. Un po' come volare.
Tu, bambino, sei ormai cresciuto e sai che quella fiera, in cui - anni fa - avresti voluto perderti, è oggi un luogo di perdizione, ma non perché tu sia avvolto da un'atmosfera magica che ti isola dal mondo e ti conduce ad un'estasi. Perché lì, ogni anno, annulli la tua identità di uomo, lasciandoti trasportare dalle masse di tuoi simili in un vortice di parole confuse, rumori assordati, odori caldi e talvolta fetori - se la pressione umana è elevata e la temperatura troppo alta.
Il più delle volte resti incantato a guardare una famigliola che con passeggino e pacchi stracolmi si accoda a tutti gli altri per passare tra le viuzze o i corridoi più stretti di questo luogo affollato. Il più delle volte guardi i bambini, pensando a quando sia invidiabile la loro innocente condizione di esseri ancora inconsapevoli di tutto lo stress che si cela dietro quelle bancarelle e in quei volti apparentemente spensierati di consumatori. E' lo stress da "oddio cosa devo regalare a Tizio", è lo stress che sempre più frequentemente si annida nelle menti di chi, come te, è stanco di vedere il Natale come una festa stupenda e un motivo di gioia, rovinato da cotanto consumismo, da tutto questo senso del dovere nel fare regali a persone alle quali il bene vorresti dimostrarlo in altro modo, oppure ad altre dalle quali ultimamente ti senti distante tanto da non avere l'ispirazione necessaria per partorire un'idea originale e calzante, e poi diversa dal solito, diversa dall'altro.
Insomma, ti senti un vero cretino a girare in mezzo a tante famiglie caciarone felici di "fiereggiare", mentre tu sei lì solo per farti ispirare, solo perché è una sorta di rito quello di cercare disperatamente i regali di Natale durante il ponte di Sant'Ambrogio.
E pensare, che un mese e mezzo fa avevi deciso che oggi saresti stato in vacanza, vacanza vera. Lontano da qui, lontano dal chiasso, lontano dallo stress che il Natale, più cresci, più porta con sé.
Saresti stato a Lisbona. Lontano da tutte queste fiere.

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